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Strumentazione

Il telescopio:

Celestron C8 su montatura cg5 motorizzata su entrambe gli assi.

Gli oculari:

Celestron E-lux 25mm, Stellarvue Super View 15mm, Celestron X-Cel 8mm.

Il binocolo:

Zenith 7x50.
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Giriam giriamo attorno al Sole,

attorno alla Terra la Luna s’avvita.

Non moriamo di morte noi,

ma di capogiro perdiam la vita.



11 ottobre 2005

09/10/05 - Stephen Malkmus & The Jicks al Circolo degli Artisti a Roma.

Fumo d’incenso e il rock melodico un po’ jazz dei romani “Punch & Judy” ad aprire il concerto di Stephen Malkmus al Circolo degli Artisti di Roma. I tre ragazzi, con alle spalle partecipazioni al Heineken jamming festival e ad Arezzo Wave, non è la prima volta che salgono sul palco del Circolo. Per quasi tutta la loro prova (una buona mezz’ora) l’attenzione è stata focalizzata principalmente sul batterista che risulta essere uno dei punti forti del gruppo. Dinamico sull’orlo della follia, in certi passaggi si è scatenato suscitando ilarità per la simpatia e le faccine che riesce a fare mentre batte sul suo strumento. Ma non si è trattata solo di buffoneria anzi…   è un musicista davvero bravo. Incapace di stare fermo sembra quasi che voglia suonare la batteria con tutto il corpo. Andando a spulciare in giro per la rete si scopre che i “P&J” hanno suonato minimo altre due date nel locale, una delle quali acustica. Peccato averli incontrati solo adesso; uno si aspetta un gruppo spalla un po’ così e invece i “P&J” si sono rivelati una piacevolissima sorpresa. Nota di rammarico sono stati, come spesso accade ai gruppi spalla, i soliti problemi tecnici. Poco dopo arriva sul palco Stephen Malkmus con la sua band “The Jicks”. Al terzo lavoro da solista, “Face the Truth”, continua la sua evoluzione musicale che partì nei primi anni novanta con uno storico e rinomato gruppo che molti conoscono ma di cui non citerò il nome; é un po’ scocciante infatti essere presentati in giro sempre come l’ex leader di una band ormai sciolta da tempo. Malkmus, volente o nolente, resta comunque troppo legato ad un passato che vanta ancora oggi una nutrita schiera di fan accaniti e puntigliosi. L’artista odierno è molto più scanzonato e ama contaminare le sue canzoni con suoni elettronici. Il tutto innestato in brani che vanno dal pop all’indie cambiando spesso direzione e lanciandosi in sentieri davvero imprevedibili. Molleggiato quanto basta e con una voce chiara e pulita sa tenere bene il palco e sa entusiasmare con la ballabile “pencil rot” oppure  incantare con la melanconica “freeze the saints”. Aiuta il batterista John Moen (che indossa una maglietta delle mitiche Sleater Kinney!) a suonare i piatti utilizzando il manico della chitarra, mima alcuni diretti e ganci da vero boxer e non esita a venire incontro al pubblico suonando una canzone su richiesta. I Jicks, da parte loro, sono una band piacevole e che ci sa fare. In particolare il chitarrista-tastierista Mike Clark riesce a gestire bene il suo doppio ruolo mentre la bassista Johanna Bolme spesso si ritrova a ridere per le stramberie di Malkmus. Una nota gradita, che però esula dal concerto, è il rinnovo del Circolo degli Artisti: oltre ad una ristrutturazione generale il palco è leggermente più alto e spazioso…  adesso si che centreranno bene i Broken Social Scene!












permalink | inviato da il 11/10/2005 alle 14:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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